Platone e Apátheia


Scritture #79
Pagine: 263
ISBN: 9788869743382
Pubblicazione: 17 dicembre 2021
20,00

 

Nonostante le conoscenze acquisite attraverso migliaia di anni, la vita sulla Terra sembra essere ancora qualcosa di indecifrabile e misterioso, inspiegabilmente slegata, sul piano intuitivo, logico e pratico, dal concetto di Natura. Il dibattito tra Platone ed Apátheia poggia proprio su tale assunzione epistemologica, cioè sullo studio consacrato dell'esame critico della natura e del valore della conoscenza scientifica nell'ambito della gnoseologia. Platone ed Apátheia sono amanti ed il loro sentimento è solido, profondo e duraturo ma non i loro pensieri sulle teorie dell'essere e della conoscenza, sulla politica, sulla dottrina delle idee, sull'amore, sull'ontologia, sull'immortalità dell'anima, sul disprezzo del corpo e dei piaceri. Il filosofo, in seguito ai loro dialoghi, sente la necessità di rivedere le proprie elaborazioni concettuali in funzione di un originario realismo logico appartenente al mondo della Natura. Apátheia è la prima figlia di una delle famiglie aristocratiche più importanti di Siracusa; ex collaboratrice del governo di Dionisio I per i settori della filosofia, matematica, scienze della Natura. Ad essa si attribuiva un carattere appassionato sostenuto da intelligente concretezza. Attraverso molte esperienze, alcune negative per Platone durante i suoi viaggi a Siracusa e quelle con Apátheia nell'isola di Thasos, a nord ovest della Calcidica, la ricerca epistematica del filosofo si fa meno enfatica e la storia delle loro vite nonché delle scelte si snoda in un quadro più ampio e carico di emozioni che catturano il lettore.

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