Una stagione continua

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Il titolo sotto il quale Roberto Deidier raccoglie le poesie scritte nell’arco di un decenniovuol porre l’accento sulla continuità un esercizio rimasto fedele alle sue ragioni iniziali. E tuttavia sarà facile scorgere come si tratti della continuità di un cammino, di un “viaggio” appunto, che rivisita gli stessi luoghi e gli stessi momenti della propria ispirazione ma individua in essi, di volta in volta, nuovi sensi che si erano gelosamente sottratti allo sguardo del poeta. Nella raccolta d’esordio Tra il corpo e il giorno (1992) uno dei temi centrali della poesia di Deidier (il risveglio che pone a contatto il corpo con le cose e il sonno che provvisoriamente le smarrisce) rappresentava un modo di esplorazione, primigenio e tuttavia già intenso, del proprio mondo. Ma nelle raccolte successive (Conversari, Suite d’Angola, ecc.) il discorso, pur senza rinunciare ai suoi sensitivi abbandoni, si fa più strenuo e mentale, lo sguardo diviene più penetrante. E Deidier può ora svelare (soprattutto nei titoli)anche i suoi toponimi, dare concretezza ai luoghi proprio mentre essi si caricano di referenze inquietamente esistenziali e insieme simboliche: appartate spiagge sullo sfondo del deserto invernale, cortili con stente fioriture, crocicchi della gioventù sbiaditi dal tempo. Questa ricerca del senso delle cose invera, nella perpetuità dell’ansia che in Deidier si fa strada avendo per compagno il rigore, i versi di Auden che egli aveva posto come esergo in testa alla sua prima raccolta. L’io “senza nome e senza storia” inspessisce la sua consistenza, l’anima carpisce ai siti della vita certificanti segreti, e non attraverso l’elegia della memoria, ma per il costante, limpido interrogare e interrogarsi cui il poeta si affida. Sulla traccia di un altra citazione, di Carlo Michelstaedter, che Deidier trascrive nel suo libro: Meglio non guardare dove si va che andare solo fin dove si vede. Così, passo dietro passo, eticamente lucida e insieme confidente nel suo dono, la poesia di Deidier prosegue il suo viaggio, pudica nei toni quanto più profondi sono i suoi acquisti.
Fernando Bandini

Roberto Deidier è nato a Roma nel 1965. Ha fondato la rivista «Trame»(1989-1995) e ha pubblicato le raccolte Tra il corpo e il giorno (in Poesia contemporanea. Secondo quaderno italiano, Guerini e Associati 1992), Il passo del giorno (Sestante 1995, Premio Mondello opera prima), Libro naturale (Edizioni dell’Ombra 1999). Autore di numerosi studi sulla modernità letteraria, insegna nell’università di Palermo.

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