L’atteso altrove

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«La poesia di Roberta Ioli è meditazione sulla poesia stessa, che si spinge altrove per risalire alla parola come scintilla nella creazione. Più che alla lingua pura e originaria […], l’immagine allude al ruolo di riscatto che la tradizione gnostica attribuisce alla parola. Dal punto di vista sia poetico che poetologico, i due poli della raccolta appaiono allora la lirica arcaica greca – soggettività pura dell’io lirico – e l’aspirazione a una lingua della cose stesse – identificazione fra corpo e parola. E questo è Rilke – anzi, Rilke riletto attraverso Musil –, come dice l’epigrafe prescelta: “A me piace sentire le cose cantare.”»
(dalla Prefazione di Barnaba Maj)

Roberta Ioli vive a Cesena, insegna materie letterarie e si occupa di filosofia antica. È autrice di svariati contributi sul mondo classico, tra cui Gorgia di Leontini, Su ciò che non è (Olms 2010), Teocrito. L’Incantatrice e altri idilli (Ladolfi 2012) e, recentemente, Gorgia di Leontini. Frammenti e testimonianze (Carocci 2013). Per le Edizioni della Stoà ha pubblicato, nel 2008, un contributo sulla tragedia antica dal titolo Vocem devorat dolor. Ecuba e la voce del lamento, nato dalla sua collaborazione con la Socìetas Raffaello Sanzio. Lavora attualmente a un progetto sulle emozioni tragiche.

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