Residence Cielo

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Residence Cielo, il nuovo lavoro di Stefano Simoncelli, forse il suo più bello, non deve essere letto come un libro. No, perché come Giorgio Caproni o Vittorio Sereni (due dei poeti che più ama) e pochissimi suoi contemporanei, Simoncelli è autore non semplicemente di libri ma di un’opera, cioè di un universo di narrazioni. Quando si legge un suo libro, si legge non solo quel libro, ma una parte di una sua rappresentazione più grande, che nel singolo risultato fissa appena un punto della sua traiettoria, senza mai esaurire, pur sembrando farlo, un unico grande racconto.
Per questo l’opera poetica di Simoncelli ci ha regalato tante meraviglie a sé stanti ma deve essere letta nel suo insieme.
Era il 6 dicembre del 2017 quando Simoncelli veniva colpito da un ictus. Residence Cielo comincia esattamente da qui.
Stupisce, allora, la casualità che vuole veda la luce a nove mesi esatti di distanza: il tempo di gestazione di ogni nuova vita. E non sorprende invece che questo libro definisca, meglio di ogni altro, la costruzione di quel mondo polifonico che abbiamo imparato a conoscere leggendo, appunto, la sua opera.
Scriveva già nel 1990 Giovanni Raboni (altro autore molto amato da Simoncelli) in quel bellissimo pamphlet che è Devozioni perverse: “Tutti poeti! Tutti poeti! (…) una società che teme e odia la poesia tenta in ogni modo di disinnescarla, di sfigurarla, di annichilirla trasformandola in un vizio e vezzo collettivo tanto ridicolo quanto innocuo”.
Viene allora da domandarsi in quanti conoscano l’opera in versi di un vero grande poeta come Stefano Simoncelli che, come i veri grandi poeti, è tutto fuorché innocuo. L’impressione è che i più se la siano persa per strada.
Siamo diventati così poveri di spirito e bisognosi di buone notizie che non possiamo permetterci simili sprechi.

Stefano Simoncelli è nato nel 1950 a Cesenatico, ma da diversi anni vive a Acquarola sulle colline di Cesena. È stato uno dei fondatori di «Sul Porto», la rivista di letteratura e politica che catturò negli anni Settanta l’attenzione e la collaborazione di poeti come Pasolini, Bertolucci, Caproni, Sereni, Fortini, Raboni e Giudici. Nel 1981, con la raccolta Via dei Platani (edita da Guanda con la presentazione di Raboni e postfazione di Fortini), ha vinto il Premio Internazionale Mondello Opera Prima. Nel 1989, è uscito il libro Poesie d’avventura nella collana Gli Spilli, diretta da Enzo Siciliano e edita da Gremese. Nel 2004 ha pubblicato con Pequod la raccolta Giocavo all’ala (Premio Gozzano) e nel 2006 (sempre per Pequod) La rissa degli angeli. Nel 2012 ha pubblicato Terza copia del gelo (Premio biennale Diego Valeri, giuria popolare) presso le edizioni Italic Pequod e nel 2014 Hotel degli introvabili. Nel 2015 è uscito il racconto in prosa poetica Il collezionista di vetri (Italic arte) con fotografie di Daniele Ferroni e la plaquette Notizie interferenze sibili edita dai Quaderni di Orfeo. Nel 2017 è uscita, sempre presso l’Italic Pequod, la silloge Prove del diluvio con cui ha ottenuto il premio “Europa in versi”. Nel maggio 2018 ha letto sue poesie nella trasmissione radiofonica “Fahrenheit”.

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