Nella prefazione d’una battaglia

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Nella prefazione d’una battaglia si sviluppa attraverso un dialogo quanto mai libero con uno dei capolavori di Giorgio Caproni, Il Conte di Kevenhüller (1986), da cui viene ripresa in particolare la figura della misteriosa “Bestia” contro la quale il 14 luglio del 1792 le autorità del Ducato di Milano indissero una caccia. A partire da un’interrogazione su quello che avrebbe potuto essere il punto di vista di tale “Bestia” – la cui effettiva esistenza sia nella realtà storica che nella prospettiva di Caproni è tutt’altro che certa –, questo volume intende anche indagare diverse questioni, al tempo stesso filosofiche, linguistiche e politiche, implicite nell’uso del pronome “noi” e della prima persona plurale.

Francesco Deotto è nato il 14 febbraio 1982 a Motta di Livenza. Da qualche anno vive tra San Vito al Tagliamento e Ginevra, dove prepara un doctorat ès lettres sul rapporto tra poesia e utopia. Premiato nel 2009 al concorso Poesia Giovane di Fiume Veneto, alcune sue poesie sono apparse nell’ultimo numero de L’Ulisse (Lietocolle, 2017).

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