Lingua lengua. Poeti in dialetto e in italiano

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Quattro voci uguali e distinte

L’antologia Lingua lengua. Poeti in dialetto e in italiano è un progetto che nasce dall’incontro di quattro voci differenti per ovvie ragioni tematiche e stilistiche, ma anche per età e provenienza geo-culturale. Quattro punti di vista legati però dalla riflessione sulla lingua, in cui i vari codici si intersecano e si allontanano come deittici, in un’osmosi in cui i dialetti anconetano (Serpilli), elpidiense (D’Annibali) e appignanese (Curi), sono solcati trasversalmente dall’italiano di Gemini, che si avvicina alla lingua parlata anziché all’italiano classico.
Si tratta di autori neodialettali che scrivono nel loro idioma locale con gusto e sensibilità moderna, evitando i facili compiacimenti vernacolari e i vizi del bozzettismo a buon mercato. Serpilli, D’Annibali e Curi intendono fare poesia autentica e il dialetto non è che una lingua come un’altra per comunicare con intensità lirica in maniera completa e profonda. È chiaro che il dialetto si aggiorna per esprimere le mutazioni socio-economico-culturali. Lo stesso fenomeno riguarda la lingua cosiddetta ufficiale che, proprio perché funzione umana, non può vantare il dogma dell’immobilità.
Sulla scia e l’esempio di maestri del Novecento quali Guerra, Pierro, Marin, Pasolini, Scataglini, Baldini, antologizzati in momenti diversi da Pasolini, Contini, Mengaldo e Brevini, si tenta dunque l’ennesimo esperimento che mira a conferire pari dignità ai dialetti rispetto all’italiano, attraverso la sensibilità dell’uomo contemporaneo. Una breccia aperta, a livello critico, dai lavori e dalle riflessioni pasoliniane sui neodialettali, nell’idea di farli convivere con i poeti in lingua.
Il comune denominatore della ricerca di un ritmo personale del pensiero lungo il raggio della poesia, filtrato dal prisma linguistico, scinde la sostanza del discorso lirico, per creare un confronto dialettico tra diversi esempi di identità parlanti. Ne emerge la nostra comune natura bilingue di italofoni e dialettofoni, in una campionatura del vasto panorama nazionale, composto da variegate risorse espressive. Un’indagine indiretta sul concetto di confine e sull’apprendimento della lingua madre, plasmata in maniera ibrida, idiolettica, ma soprattutto intercambiabile.

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