Leardo e’ Re

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L’idea di un’ospitalità romagnola per le opere shakespeariane è di Tinin Mantegazza, disegnatore e scrittore ligure innamorato dell’Adriatico, che dal suo terrazzo di Cesenatico vedeva l’insegna dell’Hotel Britannia. Per la sua mente fervida è stato facile leggere sui muri dell’Hotel la storia di un Re degli albergatori con tre figlie, cui lasciare l’impero economico turistico costruito dal dopoguerra in poi facendo affari con tutti a partire dagli anglo-americani. Ecco King Lear, ovvero LEARdo e’ Re, tragedia anglo-romagnola. Il soggetto era pronto, ma a dar parole al personaggio serviva un funambolo del verbo romagnolo. Ecco dunque Giovanni Nadiani, poeta e traduttore che ha forgiato un linguaggio inedito, fatto di una lega preziosa di inglese e romagnolo, con uno humor a volte malinconico, a volte esilarante, tragico e comico come la vita stessa. Il Re è uno dei tanti barboni che naufragano nei bar delle spiagge adriatiche e raccontano storie, mescolando fatti e fantasie, accompagnato dal fedele amico Cin Cin, un buffone da osteria – una coppia che ricorda due clowns felliniani, scatenati nel circo degli eventi. Ma per dare azione alla parola, ecco Giampiero Pizzol, attore, cabarettista e scrittore che, nei panni di Leardo, ha ripercorso la strada dei versi shakespeariani riportando alla luce i vari personaggi: Rosilda, regina della cucina e del cappelletto in brodo, le figlie Reganda, Gonilde e Cordelia, il Bagnino del Bagno Francia e altri ancora. Assieme a loro, ecco prendere corpo le principali situazioni in cui precipita il Re: il testamento, i viaggi, la tempesta, il processo, la locanda, la brughiera e infine il mare a cui tornare, il mare a cui parlare, il mare in cui è dolce naufragare. Perché il peggio che possa capitare è non aver mai parlato di nulla con nessuno, essere senza lingua e linguaggio, sconosciuti a se stessi e agli altri, “senza arcnòsar piò incion, senza che incion u s’arcurda piò gnît d’incion”.

Giovanni Nadiani (1954-2016) è stato traduttore, poeta, docente e germanista. Ha svolto attività di ricerca e insegnamento presso l’Università di Bologna, Campus di Forlì, pubblicando monografie e saggi su questioni di teoria e pratica della traduzione letteraria e multimediale e su lingue e generi testuali minoritari. Ha inoltre pubblicato numerose raccolte di poesia e prosa, anche in dialetto romagnolo. Per la sua attività poetica ha ottenuto numerosi premi (tra cui “Lanciano”, “Ischitella”, “Pascoli”). Come traduttore ha curato le opere di numerosi poeti e narratori tedeschi, neerlandesi e di varie aree linguistiche minoritarie, attività per la quale, nel 1999, l’AITI gli ha conferito il “Premio San Gerolamo”. Autore eclettico, ha collaborato inoltre con la formazione di blue-jazz Faxtet, realizzando CD poetico-musicali. È stato tra i fondatori delle riviste Tratti e Intralinea.

Tinin (Agostino) Mantegazza, umorista, disegnatore e scrittore ligure, è un giornalista professionista. Si è occupato attivamente di spettacolo dagli anni Sessanta, fondando e dirigendo locali jazz e di cabaret. Ha collaborato in RAI scrivendo una settantina di telefiabe, per le quali, con la moglie Velia, ha realizzato moltissimi pupazzi. Ha fondato la Cooperativa Teatro del Buratto, con l’intento di riqualificare il Teatro Ragazzi in Italia, e ha diretto il Teatro Verdi di Milano. È tra i fondatori dell’ASTRA, Associazione Teatro Ragazzi, e componente dell’AGIS, Associazione Generale dello Spettacolo. Dal 1987 ha fatto parte della redazione televisiva di Enzo Biagi, producendo testi e disegni. Espone i suoi dipinti presso la Galleria della Cooperativa Sassetti di Milano, della quale è socio.

Giampiero Pizzol si occupa professionalmente di teatro fin dal 1976 presso l’Istituto Musicale e Teatrale (IMET) dell’Ateneo bolognese. È tra i fondatori dello storico ensemble del Teatro dell’Arca con spettacoli di genere classico e contemporaneo diretto da numerosi registi e autori, tra cui i polacchi Krzysztov Zanussi e Tadeusz Bradecki e il drammaturgo Giovanni Testori. È approdato alla scrittura teatrale creando opere originali in prosa e in musica, monologhi cabarettistici e fiabe. Sul versante del cabaret, dopo il premio “Walter Chiari” nel 1994, si è dedicato alla scrittura di monologhi e testi per vari cabarettisti. Ha scritto oltre cinquanta fiabe teatrali per varie Compagnie, tra cui Accademia Perduta Romagna Teatri, ottenendo anche diversi premi. È autore di numerosi libri.

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