Il nascosto dell’opera. Frammenti sull’eticità dell’arte

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Il nascosto dell’opera. Frammenti sull’eticità dell’arte è una riflessione iniziata nei primi anni Novanta lungo lo svolgersi di un’esperienza poetica. Il movimento che ne ha segnato il senso si è manifestato in frammenti, ricomposti intorno a un’idea di esperienza estetica come apertura alla possibilità di un’autentica relazione con l’altro. L’altro che è in me, è nel mondo, ma anche e soprattutto è in chi è davanti a me ed è disposto a mettersi a fianco. L’opera ne è il punto focale, o ancor meglio il rapporto che con l’opera ognuno intesse, autore o destinatario che sia. “Il nascosto dell’opera molto spesso è nascosto anche al suo autore”. Il rapporto è dunque principalmente con il “nascosto”, ma l’opera ne restituisce il mistero svelando che “ciò che resta nascosto, è soltanto su un piano differente”.
Forma musicale, pittorica, scultorea… L’opera è tale se è forma in grado di suscitare stupore. Artistica, quando autenticamente apra al possibile. Tuttavia, è quella della parola poetica la forma privilegiata in questi frammenti che, passo dopo passo, si ritrovano a scoprire che la dimensione estetica potrebbe essere soglia di una più proficua esperienza etica.

Angelo Andreotti (1960) vive a Ferrara, dove dirige le Biblioteche e gli Archivi comunali, dopo aver diretto per molti anni i Musei cittadini. Fa parte del Consiglio Scientifico del Centro nazionale di ricerche e studi autobiografici della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, ed è tra i promotori dell’Accademia del Silenzio. Laureato in Filosofia, si è sempre occupato di linguaggi artistici, curando mostre e scrivendo saggi su arti visive e letteratura. Tra le più recenti pubblicazioni poetiche: Parole come dita, Mobydick, 2011; Dell’ombra la luce, L’arcolaio, 2014 (intr. M. Bianchi e postf. di D. Demetrio); A tempo e luogo, Manni, 2016. Ha inoltre pubblicato Il silenzio non è detto. Frammenti da una poetica, Mimesis, 2014, e la raccolta di racconti Il guardante e il guardato, Book Salad, 2015 (intr. di F. Ermini e postf. di P. Garofalo).

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