Essere Nori. Opere dalla collezione del Museo Nori De’ Nobili

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Il Museo Nori De’ Nobili della Città di Trecastelli, in occasione della Quattordicesima Giornata del Contemporaneo, intraprende un’importante collaborazione con l’Associazione Amici dell’Arte di Cesena con la mostra Essere Nori. L’esposizione e il catalogo che ne deriva, a cura di Giuditta Barduzzi e Simona Zava, permettono di far conoscere opere d’archivio dell’artista, normalmente non esposte pubblicamente, che contribuiscono a restituire il senso unico di una storia umana e poetica.

Eleonora “Nori” De’ Nobili nasce a Pesaro il 17 dicembre 1902 da Carlo De’ Nobili, Ufficiale di Artiglieria e Luisa Augusti, imparentata con i Castracane, eredi del Cardinale Antonelli. Assieme alla famiglia aveva trascorso parte dell’infanzia in un clima di tranquillità a Brugnetto di Ripe, nella bellissima casa nota come “Villa Centofinestre”, costruita dallo stesso Cardinale Antonelli nel 1730. Nel 1917, con la madre, la sorella Bice e il fratello Alberto, si era trasferita a Fano per continuare gli studi ginnasiali, iniziati a Viareggio. Aveva dimostrato attitudini particolari per il disegno e per il pianoforte. Nel 1920 aveva seguito a Roma il padre, per affinare gli studi delle lingue e del disegno nel collegio inglese “Stella Viae”. Nel 1924 era approdata a Firenze con tutta la famiglia, trovando un clima adeguato alle sue aspirazioni artistiche. Aveva frequentato lo studio del macchiaiolo Ludovico Tommasi, seguace di Silvestro Lega. Si era avvicinata ai fondatori del movimento del Novecento e al gruppo di Strapaese, rappresentato da Ottone Rosai e Mino Maccari. Un improvviso e forzato distacco da questo ambiente l’aveva così provata da condurla nella clinica Villa Rosa a Bologna. Nel 1933 dopo la morte del fratello Alberto e il peggiorare delle condizioni di salute della madre, a cui  era particolarmente legata, era aumentato il suo distacco dalla vita e dalla società. Completamente chiusa e rifugiata nella sua arte, aveva continuato a dipingere con assidua quotidianità, passando da una clinica all’altra, sino al ricovero a Villa Igea di Modena, dove, a causa di un tumore muore il 2 giugno del 1968.

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