Disinganni senili di Anselmo Secòs

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Dopo quelli intitolati alle Malattie infantili ed agli Errori giovanili, questo libro chiude la trilogia che l’autore ha dedicato al suo valoroso antieroe Anselmo Secòs, ora martire dei propri estremi disinganni.
Il protagonista – qui seguìto dai quarant’anni alla morte – ribadisce i tratti distintivi che il lettore già conosce: assoluta inettitudine alla vita (specialmente nelle sue forme “moderne”), solitudine tra gli umani suoi “simili”, vicinanza e quasi trapasso al mondo dei “nonumani”. Se mai, tali caratteri vengono condotti agli ultimi effetti dall’avanzare dell’età, a conferma della natura “contro” (contro l’omologazione, contro la norma dei più) propria della sua indole e del suo destino. E questo in situazioni ed episodi dal sapore spesso tragicomico, penosi e sulfurei insieme, commoventi e grotteschi.
Da inetto timido e gentile Anselmo affronta i suoi doveri di insegnante, le beffe dei colleghi, la convivenza con la madre inferma, le maldicenze dei compaesani, l’odio del fratello, la propria vecchiaia con il corteo dei suoi mali. Ma affronta anche – con gioia e infinito amore – il mondo altro delle altre creature: umili oggetti, piante, monti, boschi, animali, uomini umiliati perdenti o solitari… Così, la fine di Anselmo è quella che gli si addice: quasi si trattasse di ridurre di un’unità (la sua!) il peso che il pianeta sopporta per l’umana presenza su di esso, il protagonista vive la propria morte come un volontario e volenteroso “togliere il disturbo” a Madre Terra tanto lordata ed affaticata.
La forza della scrittura “leopardiana” di Gorret – sempre in bilico tra stupefazione infantile, tensione lirica e respiro metafisico – conforta il sospetto che Anselmo Secòs altro non sia che una metafora viva del Poeta inevitabilmente marginale nelle nostre società del Profitto e del Consumo ed esule nel mondo contemporaneo così ostile alla sua voce ed alla sopravvivenza stessa di Poesia.

Daniele Gorret (Aosta, 1951) ha esordito nel 1984 con Sopra campagne e acque (Guanda) al quale ha fatto seguito una quindicina di libri in prosa tra cui ricordiamo All’Occidente inargentato (il lavoro editoriale, 1987), Avventure di vita e avventure di morte di Silvano Ligéri (Manni, 1998), Eventi in un giorno di Emilio Tissot (Mobydick, 2000) e i più recenti Malattie infantili di Anselmo Secòs (Pendragon, 2011) e Errori giovanili di Anselmo Secòs (Pequod, 2015). Negli ultimi anni ha pubblicato anche dieci libri in versi fra i quali Ballata dei tredici mesi (Garzanti, 2003), Compendio di Retorica (Campanotto, 2008), Che volto hanno (LietoColle, 2011, Premio Guido Gozzano), Quaranta citazioni per Anselmo Secòs (LietoColle, 2015, Premi Carducci e Rubiana-Dino Campana), Amaro sol per voi m’era il morire (Raffaelli, 2017).
Suoi racconti sono compresi nelle antologie Narratori delle riserve (Feltrinelli, 1992) e Racconti italiani del Novecento (Meridiani Mondadori, 2001). È autore dei testi teatrali Collasso, Carie e del radiodramma Due. Studioso dell’Alfieri cui ha dedicato due saggi.
Intensa la sua attività di traduttore di classici francesi del Sette e del Novecento come Sade, Gide, Céline, Caillois, Ponge, Malraux e Blanchot.

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