La mediazione dei conflitti derivanti da responsabilità medica e sanitaria. Metodologia di un’intesa

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Il testo è il risultato di una ricerca sull’istituto giuridico della mediazione in materia di giustizia civile, dei metodi alternativi al contenzioso processuale e della sua evoluzione storica.
La mediazione “facilitativa” ha infatti come scopo quello di offrire una valida e concreta possibilità di trovare una soluzione condivisa tra le parti in conflitto, evitando alle stesse i rallentamenti dovuti ai procedimenti giudiziari. Nella fattispecie della sua applicazione in sanità, in tema di ricorso obbligatorio alla mediazione, in caso di risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria, sono stati approfonditi gli aspetti riguardanti il rapporto professionale ma anche umano tra il medico, l’operatore sanitario e il paziente/assistito e su come sia opportuno che le Aziende sanitarie, sia pubbliche che private, tra gli attori coinvolti nel procedimento di mediazione, si avvalgano di una linea di azione aziendale nei confronti dei pazienti, dei loro familiari e degli operatori delle altre unità operative nel caso di errore in medicina e comunicazione dell’evento avverso, per evitare spiacevoli conflitti e onerose conseguenze sul piano giudiziario, anche alla luce dell’evoluzione giurisprudenziale in materia che, equipara, sotto il profilo della responsabilità nei confronti dell’assistito, la prestazione del medico e dell’operatore sanitario a quella della struttura sanitaria, dato che il rapporto tra utente e azienda sanitaria si configura come un vero e proprio contratto d’opera professionale.
Pertanto, l’ente ospedaliero, oltre a rispondere a titolo contrattuale degli eventuali danni subiti dal privato, a causa dei comportamenti commissivi e/o omissivi nell’esecuzione della prestazione professionale, da parte del personale interno alla struttura, dovrà rispondere anche per una serie di altri servizi, quali l’alloggio, l’alimentazione, gli impianti, le attrezzature cliniche che concorrono alla performance dell’azienda.

Cinzia De Stefani dopo gli studi a Roma e Urbino si laurea in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali e in Scienze delle Pubbliche Amministrazioni. Ha pubblicato il Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (Decreto Brunetta) Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni (Pequod 2010), Il lavoro dopo le manovre economiche (Italic 2011). Dalla sua attività di analisi della società e del mondo del lavoro d’interesse i report Dallo sfruttamento del lavoro minorile alle nuove forme di apprendistato (2006), Il consulente del lavoro, soggetto attivo nel percorso di educazione al pensionamento (2007) e la tesi in Sociologia della sicurezza sociale Donne contro, la condizione femminile nei rapporti con Cosa Nostra (2007) che ottiene nel 2008 il Premio di scrittura femminile “Il Paese delle donne” della Casa Internazionale delle donne di Roma.
Il libro Federalismo, Regioni e Unione Europea (Italic 2009, nuova edizione 2010) si trova nelle biblioteche delle più autorevoli istituzioni nazionali ed internazionali e dei centri di eccellenza del diritto internazionale, come quella del Palais de la Paix, presso l’Aia, Paesi Bassi, sede della Corte Internazionale di Giustizia, della Corte permanente di arbitrato, dell’Accademia del Diritto Internazionale, ad uso esclusivo degli operatori.

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