La guardia

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Una forza mitologica, un oscuro nettare della conoscenza sembra ordire, affiorando dalla profondità dei personaggi, ogni storia di Andrea Caterini: se protagonista del suo esordio recente, “Il nuovo Giorno”, era un Edipo doppiamente accecato e brancolante, qui l’effetto di deriva colpisce qualcuno che è orfano per elezione, Alessandro, ed è alle prese con un non meno torbido complesso di Oreste. Suo padre è stato una celebrità, il pugile Tiberio Mitri, campione d’Europa e tuttavia soccombente di Jake LaMotta nel ’50 a New York, presto scivolato nel male di vivere come nell’oblìo di sé e delle cose del mondo; sua madre invece resta una perfetta incognita, un altrove che nemmeno gli è dato immaginare: ipotecata da un duplice spettro, vulnerata da una presenza della morte che è fisica quanto simbolica, la vicenda di Alessandro procede per deragliamenti e parziali cognizioni della propria verità, verso un’ educazione sentimentale che peraltro gli è impossibile. Dettato da una pietas che non viene mai meno nonostante la tagliente esattezza dello stile, La guardia è non soltanto il pieno risultato di un autore ancora giovanissimo ma, nel suo decorso aspro e inderogabile, è un libro del presente a tutti gli effetti. (Massimo Raffaeli)

Andrea Caterini (Roma 1981), oltre all’esordio narrativo, Il nuovo giorno, uscito per le edizioni Hacca nel 2008, è stato curatore del Diario italiano 1997-2006 di Enzo Siciliano, e dell’antologia I padri e i figli. Un’inchiesta, dove intervistava quindici intellettuali italiani sulla relazione tra generazioni a partire dal Sessantotto e gli anni di piombo. Collabora con “Nuovi Argomenti” ed è redattore dell'”Annuario critico di Poesia” pubblicato da Gaffi Editore. Scrive inoltre sul mensile di cultura “Stilos” e sulle pagine culturali de “Il Riformista”.

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