Italic Pequod naviga in mare aperto, alla ricerca, tra recuperi e inediti, delle scritture di qualità

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ALCUNI DEI NOSTRI AUTORI

Fosse possibile, / adesso che è tardi / per tenergli la mano, // gli direi che ho il vestito buono / delle feste, ma non vado / da nessuna parte. // Qualcuno / qui / deve restare.

Stefano Simoncelli
da "A beneficio degli assenti"

Pesa l’età sopra lo scrittore. Pesa, ancor di più, vedere le ingiustizie. Tanto che a volte, colto da stanchezza, oppresso da sconforto e di speranza, egli porrebbe il capo sul cuscino, alzerebbe le coperte fino agli occhi e se ne starebbe così fino alla sera, fino alla notte, che passino i suoi giorni.

Daniele Gorret
da "Disinganni senili di Anselmo Secòs"

Le prime note si aprono aspre, medicinali, / con zaffi di vaniglia e Lysol. Fredde corsie bianche.

Moira Egan
da "Olfactorium"

Poi fuma avidamente un’altra sigaretta e mi fa segno che è meglio riprendere subito. Con l’espressione di chi deve sottoporsi a una prova dura e irrinunciabile dice: “Siamo appena all’inizio, è una lunga storia”.

Alessandro Tamburini
da "Quando la terra scotta"

Sono in casa. / Fuori è bel tempo: sole / caldo sulla neve fredda. / Primo giorno di primavera, / o ultimo d’inverno. / Le mie gambe di corsa / scendono le scale e infilano / la porta, la mia metà di sopra / qui a battere a macchina.

Ron Padgett
da "Ho sognato di essere me"

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